Gravi dichiarazioni di un segretario regionale

Gravi dichiarazioni di un segretario regionale

Leggiamo su DoctorNews del 3 ottobre 2013 che il Dott. Fiorenzo Corti, segretario regionale di altro sindacato della MG, avrebbe profferito le seguenti parole: “…Ma aggiunge con una punta di ironia: «Se a Milano i pazienti chiamano dalle 20 alle 21 qualcosa a livello di assistenza primaria non va»”. Questa affermazione, ironica o no, la giudichiamo estremamente grave e lesiva di tutti coloro che si spaccano la schiena in studio, guadagnando sempre di meno, senza mai avere un minimo riconoscimento.

Per spiegare il contesto, va detto che il pezzo di DoctorNews riguardava un meeting su come funziona (male) la Continuità Assistenziale a Milano. A quanto si capisce, le due principali tesi proposte erano 1. che ci sono troppe poche postazioni e troppi pochi medici in servizio (tesi assolutamente condivisibile) e 2. che la guardia medica dovrebbe essere organizzata in maniera diversa. Tesi, questa, da noi NON condivisa, poiché siamo certi che, nella definizione proposta dai colleghi, i Medici di Continuità Assistenziale a rapporto orario farebbero i galoppini dei Medici con rapporto a quota capitaria e del primarietto dell’UCCP. Primarietto che, magari, mentre gli altri lavorano, se ne starebbe al calduccio a fare il sindacalista di lusso, in hotel a cinque stelle, per qualche importante (?!?) missione nella Capitale o all’estero!

Tuttavia, ritornando alle affermazioni di Corti, a nostro avviso esse devono essere stigmatizzate, senza mezzi termini, come offensive e strumentali. Strumentali perché fanno riferimento al fatto che molti pazienti chiamano all’inizio del turno e questo sarebbe l’indice di un pessimo lavoro dei medici di famiglia. Ma questo NON è assolutamente vero: tutti sanno che all’inizio di un qualsiasi servizio, dall’apertura di un chiosco delle bibite all’inizio delle contrattazioni in borsa, gli utenti del servizio stesso si affollano per essere “serviti” ed ascoltati. Il concetto è talmente banale che ci vergogneremmo di affrontarlo se non fosse che qui si è offesa un’intera categoria di colleghi meneghini che proprio non meritano di essere crocefissi.

Speriamo quindi che il Dott. Fiorenzo Corti voglia scusarsi con i medici di Milano e del circondario milanese oppure voglia smentire con decisione le affermazioni contenute nell’intervista citata.

 

Roberto Carlo Rossi

e l’Esecutivo SNAMI Milano