Mozione Assemblea congiunta del 23.02.2010
I Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta della ASL di Milano riuniti in assemblea generale il 23 febbraio 2010
preso atto
della volontà della ASL di Milano e di Regione Lombardia di non voler perpetuare, nell'ambito della progettualità aziendale 2009-2010 per l'assistenza primaria, i progetti iniziati nel 2008 con servizi resi ai pazienti dai medici di famiglia quali gli ambulatori distrettuali di Medicina Generale e Pediatria aperti nei giorni prefestivi, i rinnovi delle esenzioni per patologie croniche, la disponibilità telefonica su cellulare;
preso atto
altresì della volontà della ASL di Milano di limitare l'intera progettualità aziendale per l'anno 2010 al modestissimo progetto DOTE, imposto da Regione Lombardia, finalizzato unicamente al tentativo di condizionare l'attività prescrittiva dei Medici di Famiglia;
preso atto
della volontà della ASL di Milano di ripristinare l'applicazione del comma 7 dell'art.47 dell'ACN che prevede l'apertura degli studi medici nei giorni prefestivi solo per i medici che in quelle giornate ricevono al mattino, stante la chiusura di tutti quelli che invece ricevono al pomeriggio, creando così disparità tra medici, ma anche tra pazienti e inducendo pertanto situazioni di caos già denunciate anche dai principali organi di stampa;
preso atto
inoltre delle ingenti trattenute economiche operate dalla ASL di Milano nei pagamenti dei mesi di Novembre e Dicembre relative al recupero di quote per pazienti extracomunitari, dovute in molti casi anche ad una cattiva gestione amministrativa delle anagrafi da parte di Lombardia Informatica ed alla assenza di controllo e verifica dell’ASL di Milano;
denunciano
il profondo malcontento e il clima di sfiducia della categoria nei confronti della Direzione Generale della ASL di Milano;
annunciano
che inizieranno una capillare azione di informazione ai cittadini su queste modalità di gestione della sanità Lombarda da parte della ASL di Milano e della Regione Lombardia anche con l'ausilio di una serie di cartelli affissi nei propri studi;
annunciano
inoltre che inizieranno una serie di azioni legali contro la ASL di Milano per il recupero delle quote indebitamente sottratte agli stipendi dei Medici di Famiglia;
annunciano
altresì che qualora non vengano trovate soluzioni amministrative che evitino definitivamente in futuro indebite sottrazioni al loro stipendio dovute alla incapacità di gestire le anagrafi dei pazienti con iscrizione a termine, metteranno in atto tutte le manovre legittime per evitare di avere in carico questi pazienti;
chiedono
infine, per tutti i motivi riportati sopra, le immediate dimissioni del Direttore Generale della ASL di Milano.
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vedi articolo del "Corriere"