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Milano 19 marzo 2007
COMUNICATO STAMPA
Il presidente SNAMI Lombardia con l’Esecutivo e Consiglio Regionale formula al neo Assessore Luciano Bresciani i migliori auguri di buon lavoro nello spirito di collaborazione che ha sempre legato SNAMI all’Assessorato Lombardo.
“Abbiamo di fronte una stagione di rinnovi contrattuali regionali, dice il Presidente SNAMI Lombardia Mauro Martini, con innovazioni che troveranno SNAMI interlocutore privilegiato.
Speriamo che il neo Assessore e collega Bresciani sia sensibile alle nostre istanze che rappresenta quelli dei Medici Lombardi.
Dott. Stefano NOBILI Addetto Stampa SNAMI ______________________________________________________________________________________________________ Milano, 8 febbraio 2007
COMUNICATO STAMPA
MediciIperprescrittori: non è ancora finita!
Si terrà in ottobre l’udienza della Corte dei Conti Milanese contro un medico accusato di iperprescrizione. “I tentativi di condurre a ragione il contenzioso – afferma Mauro Martini, Presidente SNAMI (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani) Lombardia - e la manifestazione organizzata lo scorso 19 gennaio sono solo l’inizio della nostra opposizione a questa metodica di controllo della giustizia contabile. In ogni caso – continua Martini - non ci arrendiamo: la prossima mossa SNAMI sarà la costituzione in giudizio di nostri esperti in difesa del collega accusato. Questo è un preciso segnale che il sindacato vuole dare a chi si trova in difficoltà: SNAMI seguirà tutti i casi con impegno e professionalità, avvalendosi del contributo del suo pool di consulenti legali. Dobbiamo dire però – puntualizza il leader SNAMI - che ci stupisce la pervicacia di una giustizia che pur per “atti dovuti” avrebbe potuto e dovuto valutare le nostre considerazioni, anche perché la semplice “iperprescrizioni” non ci risulta essere di per se’ un reato. La nostra informazione nei confronti dei cittadini continua – conclude Martini -: i nostri pazienti sanno che il loro medico non è più libero di prescrivere per il loro bene-salute, ma deve stare attento ai “conti” e quindi i cittadini dovranno forzatamente mettere di più mano al portafoglio, in quanto molti medici, nel timore di contenziosi amministrativi, stanno già prescrivendo farmaci in fascia C, a carico del cittadino, al posto di farmaci a carico del sistema sanitario. Questo per non sforare le medie!
Stefano Nobili, Responsabile Comunicazione SNAMI - Cell. 347.59.53.591
Comunicato n. 123 - 4 ottobre 2006
Ministero della Salute UFFICIO STAMPA
Turco: "E adesso un nuovo patto con i medici di famiglia"
In occasione del 59° Congresso nazionale della Fimmg, in corso a Villasimius in Sardegna, il Ministro della Salute Livia Turco ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Ai medici di famiglia chiedo prima di tutto di costruire insieme un "nuovo patto" che abbia al centro la definitiva affermazione della medicina del territorio. Un patto per il quale chiedo ai medici di famiglia di compiere atti concreti per rendere effettivo il loro coinvolgimento nella grande sfida per costruire il secondo pilastro della sanità. Un secondo pilastro di pari dignità ed eccellenza di quello ospedaliero e che, insieme all'ospedale, dia vita ad una vera integrazione dei servizi socio-sanitari che circondi e soddisfi pienamente il cittadino. E mi riferisco a quella "medicina del cittadino", che chiamo così perché è la medicina che deve andare "a casa" delle persone e comunque farle sentire "a casa" quando vi si rivolgono. E' questo il senso della mia proposta di "Casa della salute", alla quale dobbiamo affidare la gran parte delle risposte assistenziali che ci provengono dai nuovi bisogni dei cittadini e che non possono continuare ad essere direttamente o indirettamente affidate all'ospedale. L'ospedale è e resta indispensabile ma deve fare altro. Deve pensare alle acuzie e all' assistenza specialistica con strutture moderne, adeguate e di giuste dimensioni, ritrovando anche quella misura umana che oggi rischia di andare perduta, se non riusciamo a definirne bene i compiti. Quando parlo di nuovi bisogni mi riferisco infatti a quelle esigenze di continuità assistenziale, di domiciliarizzazione delle cure, di possibilità di visite e controlli in strutture più piccole e coordinate dalla medicina di famiglia. Che non devono più essere indirizzate verso l'ospedale. Ecco, questa è la sfida che voglio lanciare ai medici di famiglia, ma anche alle altre categorie, come gli specialisti ambulatoriali, gli infermieri del territorio e gli stessi farmacisti, che operano nelle nostre città e nei nostri quartieri. Ma è indubbio che il medico di famiglia resta il centro attorno al quale bisogna articolare questo nuovo spazio di tutela e assistenza sanitaria. Prima di tutto perché il rapporto di fiducia medico-cittadino è fondamentale. E poi perché già oggi lo studio del medico di famiglia, soprattutto laddove sono già maturate esperienze di associazione e ampliamento dell'offerta di servizi al suo interno, rappresenta un cardine e un punto di riferimento da cui non possiamo non partire. Ma dobbiamo fare un passo in più. Serve infatti un cambiamento anche culturale e di fiducia verso la possibilità di riaprire il grande "cantiere" della sanità italiana. Senza convinzione non sarà infatti possibile compiere quel balzo definitivo verso un'altra concezione della medicina del territorio. E per questo serve anche un nuovo impegno nella formazione del medico di famiglia, riscoprendo la sua specificità nei percorsi di livello universitario e nelle altre iniziative di aggiornamento e formazione, dove bisognerà far sì che le nuove dinamiche della medicina di famiglia diventino protagoniste. Sia come materia specifica che come docenza da affidare a chi ha vera esperienza sul campo. Tutto ciò anche in vista dell'affermazione di nuove modalità di gestione e organizzazione dei servizi nell'ambito di un reale "Governo clinico territoriale". La convenzione con la medicina generale contempla già oggi grandi possibilità in questa direzione. Ma, lo affermo convinta, anche una buona convenzione non basterebbe se non ci si crede veramente. Io ci credo e l'ho dimostrato con la prossima istituzione di una Commissione ministeriale per le cure primarie e l'integrazione socio-sanitaria e anche con i fondi stanziati in questa legge finanziaria proprio per sperimentare le nuove Case della Salute. Ora sta ai medici di famiglia e agli altri operatori fare la propria parte. Perché è bene chiarire che tutto ciò non può non passare attraverso una assunzione di responsabilità diretta da parte degli stessi operatori, e in primo luogo dei medici di medicina generale, che faccia percepire al sistema il cambio di marcia proprio a partire dal cambiamento di consapevolezza del loro ruolo".
COMMENTO:
Il Ministro Livia Turco benedice la "CASA DELLA SALUTE" AL CONGRESSO FIMMG. Le UTAP cambiano ancora nome ma la sostanza resta; la medicina generale è ancora in mezzo al guado, la politica è sempre più demagogica e il MMG è sempre più solo al centro della burocratizzazione che lo vede schiavo del sistema più che attore primario negli interessi del malato. SNAMI lo ha sempre capito, ma quanti sono ancora i distratti?
__________________________________________________________________________________________ Milano, 20 luglio 2006
Comunicato Stampa SNAMI abbandona il tavolo sindacale regionale
Oggi si è tenuto presso l’Assessorato Sanità della Lombardia l’ennesimo incontro “preliminare” all’Accordo Regionale della Medicina Generale. Erano presenti per SNAMI il Presidente Regionale Mauro Martini, il Segretario Regionale Roberto Carlo Rossi e il Responsabile Regionale per il Settore della Continuità Assistenziale Giovanni Campolongo. SNAMI si è presentato dopo aver inviato un documento propositivo approvato dal proprio Consiglio Regionale, documento che prevede un potenziamento della medicina territoriale adeguatamente incentivato, potenziamento possibile solo riaffidando “interamente” le cure di primo livello al medico di famiglia, lasciano le cure di 2° e 3° livello alle strutture specialistiche. “Sulla decisione politica di esclusività delle competenze – dice Martini - vi è stata una chiusura totale da parte dell’Assessorato che ci ha visti costretti ad abbandonare il tavolo”. “Speriamo – continua Martini – che sia stato solo un momento di eccessivo nervosismo da parte della delegazione regionale e che, nell’interesse dei cittadini e dei medici lombardi, si accetti la scommessa proposta dallo SNAMI che porterebbe ad una migliore qualificazione della medicina territoriale” “In caso contrario – conclude Martini - valuteremo a breve nelle opportune sedi sindacali le azioni da intraprendere” Ugo Tamborini, Addetto Stampa Regionale
__________________________________________________________________________________________ Milano, 23 maggio 2006
Comunicato Stampa Letizia Moratti: Assessorato alla Salute al Comune di Milano
“E’ bene che qualcuno ci abbia pensato – dice Roberto Carlo Rossi, Presidente Provinciale del Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani SNAMI – Il candidato Sindaco al Comune di Milano, Letizia Moratti, ha avuto un’ottima idea. SNAMI da tempo cerca di convincere le autorità comunali e regionali ad avvicinare la Sanità al cittadino e l’istituzione di un Assessorato alla Salute nel Comune di Milano sarebbe un passo in questo senso. SNAMI ha già proposto alle autorità sanitarie la figura del medico di medicina Generale come referente dell’Educazione Sanitaria (in riferimento al Piano presentato in data odierna dalla Moratti sulla obesità infantile). Attendiamo comunque - conclude Roberto Carlo Rossi - il candidato Sindaco Letizia Moratti alla prova dei fatti.
Stefano Nobili, Addetto Stampa SNAMI Milano - Cell. 349.59.53.591 __________________________________________________________________________________________
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